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scheda
titolo: Salviamo la Costituzione
a cura di: D. Gallo, F. Ippolito
prezzo: € 13,00
pagine: 180
collana: Societas
isbn: 889010936X
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Il 18 novembre del 2005 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il
disegno di legge costituzionale denominato “Modifiche alla Parte II della
Costituzione”, approvato dal Parlamento con maggioranza inferiore ai due
terzi e quindi destinato ad essere definitivamente approvato o rigettato dal
popoli italiano attraverso il referendum, che dovrebbe svolgersi nel mese di
giugno dell’anno corrente.
Si tratta della riforma più profonda ed inquietante approvata dalla maggioranza di centro-destra nel corso della legislatura che ormai volge al termine, ma nello stesso tempo della riforma più sconosciuta ed oscura. Per quanto i lavori del Parlamento si svolgano alla luce del sole, la divulgazione operata dai mass media ha nascosto alla generalità dei cittadini italiani persino l’oggetto della riforma, alla quale è stata appioppata la denominazione di “devolution”, un appellativo riduttivo e falsante. Quando una riforma della Costituzione riscrive 50 articoli sugli 81 (effettivi) che compongono la seconda parte, vuol dire che è stato sostituito l’intero ordinamento democratico vigente, che i Costituenti hanno preordinato perché fosse funzionale ai valori ed ai principi affermati nella prima parte, con un nuovo ordinamento. Tale nuovo ordinamento, in ogni caso, non è, e non potrebbe essere, coerente con la prima parte, se non altro perché realizzato sotto la spinta di orientamenti politici e culturali profondamente differenti da quelli che avevano animato i Costituenti, a cominciare dall’antifascismo. Non si tratta, pertanto, di “devoluzione”, ma di demolizione dell’edificio costituzionale esistente e della sua sostituzione con una caserma dove tutti i poteri sono concentrati nella mani di un solo uomo. Ma la Costituzione è la casa comune, che ha consentito al popolo italiano negli ultimi cinquant’anni di affrontare le tempeste della Storia, salvaguardando, nell’essenziale, la pace, la libertà, i diritti fondamentali degli individui e quelli delle comunità. Essa non può essere demolita e sostituita a cuor leggero. La scelta sulla Costituzione è una scelta politica suprema nella quale si mette in gioco il destino e l’identità stessa di un popolo organizzato in comunità politica.
Per questo il referendum che si svolgerà nel giugno del 2006 è un
referendum istituzionale, paragonabile soltanto a quello del 2 giugno 1946
nel quale il popolo fu chiamato a scegliere fra Monarchia e Repubblica.
Anche questa volta il popolo sovrano sarà chiamato a scegliere fra due
ordinamenti istituzionali profondamente differenti. Tuttavia gli elettori si
troveranno di fronte ad una scelta capovolta: non saranno chiamati ad
abbandonare una Monarchia per insediare un ordinamento repubblicano, ma
saranno chiamati ad abbandonare un ordinamento repubblicano per insediare un
nuovo "sovrano", sia pure elettivo.
Per sconfiggere questo progetto bisogna conoscerlo. Il volume realizza un
vero e proprio manuale per il Referendum costituzionale, mettendo a
disposizione dei cittadini una guida ai valori (ancora sconosciuti a causa
dell’analfabetismo politico di ritorno) della Costituzione italiana, nata
dalla Resistenza, ed al disvalore della sua controriforma, divulgando la conoscenza critica delle strutture e dei meccanismi operativi del nuovo
ordinamento, anche attraverso il ricorso a schede di documentazione con
indice
Prefazione
Introduzione
Parte I – La Costituzione della Repubblica Italiana
Parte II – La controriforma
Parte III – Processo decostituente
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