SECONDA EDIZIONE

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scheda

 

titolo:       Belle e selvatiche

                  Elogio delle erbacce

 

autrIce:     Patrizia Cecconi,

                  

prezzo:      € 15,00

 

pagine:      213

 

collana:  Mosaico

 

isbn:          9788861150171

 

Il libro contiene 22 foto a colori

 


Sono indipendenti, crescono da sole.  Sono un po’ anarchiche, vanno dove vogliono e non si lasciano comandare.  Sono robuste e irriverenti, non cercano complimenti e ignorano l’adulazione.  Si offrono naturalmente all’utilizzo di ogni vivente, allo sguardo, all’olfatto, al gusto, al calpestio.

Sono libere e liberamente disponibili, non hanno prezzo.

Sono come l’aria, come l’acqua libera, come il mare aperto, non hanno padroni: sono beni comuni.

In questo modo il messaggio intrigante e provocatorio contenuto nel titolo si aggira tra le pagine del libro, insinuandosi tra nozioni di botanica, richiami alla filosofia della natura, preparati erboristici, gustose ricette e suggerimenti per un giardino poco conformista.  Ed il lettore, di pagina in pagina, mentre apprende rimedi erboristici ed impara sfiziose ricette gastronomiche, viene indotto a rielaborare il punto di vista comunemente negativo verso le “malerbe” ed a ripensare le categorie tradizionali che includono persino i canoni estetici nelle logiche del mercato.

 


 

L'autrice

 

Di formazione socio-economica, ha insegnato per molti anni economia negli istituti superiori. Si è poi avvicinata al mondo vegetale per passione ed ha scoperto che ad esso vengono spesso applicati gli stessi meccanismi che guidano le scelte economiche e, conseguentemente, gli stessi pregiudizi che affliggono le società umane. Nel 2006 ha costituito un’associazione culturale attraverso la quale propone iniziative di educazione ambientale. Iniziative che spaziano  dai  corsi sulla valorizzazione e l’uso pratico delle erbe spontanee agli incontri per costruire l’humus per una diversa economia, il tutto seguendo un filo verde che fa delle sue “erbacce” una chiave di lettura per un modello sociale in cui ci sia spazio per ognuno e in cui il bello e l’autorevole non abbiano come unica coniugazione la moneta e l’assoggettamento acritico al potere.